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Manuela Crovatto

C.so XXVII Marzo, 

27058 Voghera (PV)


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Manuela Crovatto

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Iscritta al Registro Nazionale Mindfulness al n° 3999

Iscritta al Registro Nazionale Tutor DSA® al n° A785

 

La mia offerta è regolata dalla Legge n 4 del 2013 ed è orientate al benessere, alla consapevolezza e alla crescita personale. Non costituisce né sostituisce diagnosi, psicoterapia, trattamenti medici, riabilitativi o prestazioni sanitarie di qualunque tipo.

 

Tutti i diritti sono riservati.

Sito web progettato e creato da Manuela Crovatto

Formazione in aula e a distanza

 

Percorsi formativi personalizzati e adattati alle esigenze

di aziende, associazioni, enti e contesti educativi.

Propongo percorsi di formazione in aula e a distanza per accompagnare aziende, associazioni, enti e contesti educativi a raggiungere i propri obiettivi.

 

I percorsi sono sempre personalizzati e si adattano al contesto, al target e tengono conto di eventuali percorsi formativi già svolti.

 

Comunicare, riconoscere e gestire le emozioni, lo stress e costruire relazioni sane sono competenze fondamentali e centrali in ogni contesto umano, e sono partita da questi obiettivi per costruire dei percorsi “già pronti” ma sempre adattabili, per chi fosse alla ricerca di percorsi formativi su queste tematiche.

 

Questi percorsi aiutano i partecipanti a:

- comunicare in modo più chiaro, rispettoso ed efficace; 

- riconoscere emozioni, bisogni e reazioni automatiche; 

- sviluppare un vocabolario emotivo più preciso; 

- migliorare ascolto, empatia e qualità delle relazioni; 

- gestire conflitti, fraintendimenti e conversazioni difficili; 

- comprendere la risposta da stress e coltivare strategie di regolazione; 

- sviluppare resilienza, mindfulness e presenza; 

- costruire maggiore fiducia, collaborazione e benessere nei gruppi; 

- integrare pratiche semplici nella vita quotidiana, scolastica o lavorativa. 

 

I percorsi hanno carattere formativo ed educativo

Includono anche brevi quiz, pratiche e strumenti operativi da riutilizzare nella quotidianità, debriefing finale e trasferimento nel contesto reale. 

 

L’obiettivo non è trasmettere solo contenuti, ma allenare competenze. 

 

Durata e formati possibili 

La struttura della formazione può essere modulata in base al contesto e agli obiettivi del gruppo. 

 

A titolo di esempio potrebbe essere strutturata in

Percorso base

Obiettivo: sviluppare una competenza specifica con pratica progressiva. 

Giornata formativa

Obiettivo: lavoro immersivo, utile soprattutto per enti, associazioni, docenti o gruppi professionali. 

Programma integrato 

Tre percorsi collegati

Obiettivo: costruire un programma più ampio su comunicazione, emozioni, stress e benessere. 

 

Comunicare per farsi capire

Comunicare non significa solo parlare. 

 

Significa riuscire a esprimere ciò che è importante senza attaccare, ascoltare senza difendersi subito, distinguere fatti e interpretazioni, riconoscere bisogni e formulare richieste chiare. 

 

Il percorso accompagna i partecipanti a osservare il proprio modo di comunicare e a trasformare giudizi, pretese, accuse o silenzi in messaggi più chiari, responsabili e comprensibili. 

 

La base metodologica si ispira alla comunicazione nonviolenta o compassionevole, integrata con strumenti di ascolto, consapevolezza emotiva e gestione dei conflitti. 

 

Al termine del percorso i partecipanti potranno: 

- distinguere osservazioni, interpretazioni e giudizi; 

- riconoscere emozioni e bisogni alla base della comunicazione; 

- formulare richieste chiare, concrete e non coercitive; 

- ascoltare l’altro senza reagire automaticamente; 

- riconoscere le forme di comunicazione che interrompono la connessione; 

- gestire conflitti e fraintendimenti con maggiore consapevolezza; 

- comunicare in modo più rispettoso, efficace e autentico. 

 

Argomenti previsti:

1. Che cosa succede quando comunichiamo 

Comunicazione come relazione, non solo trasmissione di informazioni. 

Perché spesso non ci capiamo anche quando pensiamo di essere chiari. 

Il ruolo di emozioni, bisogni, tono, corpo e interpretazioni. 

Differenza tra parlare per avere ragione e parlare per creare comprensione. 

2. Osservare senza giudicare 

Differenza tra fatto, valutazione e interpretazione. 

Come i giudizi attivano difesa, chiusura e conflitto. 

Allenare un linguaggio più concreto, situato e osservabile. 

3. Sentimenti e bisogni 

Riconoscere ciò che si prova davvero. 

Distinguere emozioni reali da pensieri mascherati da emozioni. 

Collegare i sentimenti ai bisogni soddisfatti o non soddisfatti. 

4. Richieste chiare, non pretese 

Che cosa rende una richiesta concreta, realistica e ascoltabile. 

Differenza tra richiesta e imposizione. 

Come verificare se il messaggio è stato compreso. 

5. Ascolto ed empatia nelle conversazioni difficili 

Ascoltare senza preparare subito la risposta. 

Riformulare e chiarire. 

Restare presenti anche quando l’altro è arrabbiato, chiuso o critico. 

6. Riparare, chiarire, ricominciare 

Scuse efficaci. 

Riparazione dei conflitti. 

Comunicazione dopo un errore, una gaffe, una tensione o un fraintendimento. 

 

Nel contesto scolastico il percorso può diventare: 

Parlare, ascoltare, capirsi 

Focus: imparare a dire che cosa è successo senza accusare; riconoscere che cosa provo; capire che cosa mi serve; fare richieste rispettose; ascoltare il punto di vista dell’altro; riparare dopo un litigio. 

 

Nel mondo del lavoro il percorso può diventare: 

Comunicare meglio nei team: chiarezza, ascolto e conversazioni difficili 

Focus: comunicazione in riunione; feedback; richieste tra colleghi; conflitti impliciti; leadership non coercitiva; sicurezza psicologica; comunicazione in momenti di pressione. 

 

Dallo stress alla felicità

 

Lo stress non è sempre un nemico. 

 

È una risposta del corpo che nasce quando le richieste sembrano superare le risorse disponibili. 

 

Il problema è quando diventa cronico, quando non riusciamo più a recuperare, quando la mente resta in allarme e il corpo non trova pause reali.

 

Questo percorso accompagna i partecipanti a comprendere la risposta da stress e a sviluppare strumenti di resilienza, mindfulness e benessere sostenibile. 

La felicità viene intesa non come obbligo di essere sempre positivi, ma come capacità di costruire presenza, relazioni, significato, gratitudine, gentilezza e recupero.

 

Al termine del percorso i partecipanti potranno: 

- comprendere che cos’è lo stress e come agisce su corpo, mente e comportamento;

- distinguere stress acuto, stress cronico e sovraccarico;

- riconoscere le proprie fonti di stress;

- sviluppare strategie di regolazione e recupero;

- usare mindfulness e respiro come strumenti di presenza;

- coltivare resilienza senza normalizzare richieste irragionevoli;

- riconoscere il ruolo di relazioni, gentilezza e gratitudine nel benessere;

- costruire micro-pratiche quotidiane di felicità sostenibile.

 

Argomenti previsti:

1. Capire lo stress

Che cos’è lo stress.

Risposta fight, flight, freeze.

Stress acuto e stress cronico.

Effetti su corpo, attenzione, memoria, decisioni e relazioni.

2. Fonti di stress e abitudini mentali

Pressione, iperconnessione, mancanza di pause, carico emotivo.

Ruminazione, catastrofizzazione, perfezionismo, confronto.

Quando lo stress è individuale e quando è strutturale.

3. Resilienza: recuperare, non sopportare tutto

Che cos’è davvero la resilienza.

Corpo, mente e relazioni come leve di resilienza.

Reappraisal: cambiare il modo in cui interpretiamo lo stress.

Supporto sociale e connessione.

4. Mindfulness e presenza

Mindfulness come attenzione al presente con gentilezza e non giudizio.

Mind-wandering e benessere.

Respiro consapevole, body scan, pratiche brevi.

Portare la mindfulness nella vita quotidiana, a scuola o al lavoro.

5. Felicità sostenibile

Che cosa non è la felicità.

Purpose, engagement, resilience, kindness.

Relazioni, gratitudine, gentilezza e cooperazione.

Felicità come pratica, non come prestazione.

6. Integrare pratiche quotidiane

Tre cose buone.

Gratitudine.

Pause consapevoli.

La meraviglia.

Micro-azioni di gentilezza.

Piano personale o di gruppo per continuare.

 

Nel contesto scolastico il percorso può diventare: 

Dal corpo in allarme alla calma: stress, emozioni e benessere a scuola

Focus: riconoscere come si sente lo stress nel corpo; capire che ansia, paura, rabbia e agitazione hanno segnali riconoscibili;

imparare pause semplici di respiro e presenza; distinguere pressione utile e sovraccarico; coltivare gentilezza, gratitudine e collaborazione; costruire rituali di classe per il benessere.

 

Nel mondo del lavoro il percorso può diventare: 

Dallo stress alla felicità al lavoro: resilienza, mindfulness e benessere organizzativo

Focus: stress cronico e iperattivazione; confini, pause, recupero e sostenibilità; mind-wandering, attenzione e qualità del lavoro;

resilienza individuale e responsabilità organizzativa; scopo, impegno, relazioni positive e gentilezza; micro-pratiche di mindfulness e felicità nei team; implementazione graduale nel contesto aziendale.

 

Emozioni, empatia e intelligenza emotiva

 

Le emozioni non sono un ostacolo alla lucidità: sono informazioni. 

 

Aiutano a capire che cosa conta, che cosa ci attiva, che cosa ci avvicina o ci allontana dagli altri. 

 

Il problema nasce quando non le riconosciamo, le neghiamo o le lasciamo guidare le nostre reazioni in modo automatico.

 

Questo percorso aiuta a sviluppare alfabetizzazione emotiva, empatia e intelligenza emotiva. 

Si lavora sulla consapevolezza delle proprie emozioni, sulla capacità di nominarle, sulla regolazione, sulla lettura dei segnali emotivi negli altri e sull’uso più saggio delle emozioni nelle relazioni.

 

Al termine del percorso i partecipanti potranno: 

- riconoscere meglio le proprie emozioni;

- ampliare il vocabolario emotivo;

- osservare segnali corporei, pensieri e impulsi d’azione;

- distinguere emozione, bisogno, comportamento e interpretazione;

- leggere con più attenzione segnali emotivi negli altri;

- comprendere il ruolo di volto, voce, postura, gesti e tono;

- allenare empatia, ascolto e prospettiva;

- usare le emozioni in modo più costruttivo nelle relazioni.

 

Argomenti previsti:

1. Che cosa sono le emozioni e perché contano

Le emozioni come parte dell’identità, delle decisioni e delle relazioni.

Emozioni piacevoli e spiacevoli: tutte hanno una funzione.

Perché eliminare le emozioni non è l’obiettivo.

2. Consapevolezza emotiva di sé

Accorgersi dei segnali del corpo.

Riconoscere pensieri, impulsi e bisogni collegati all’emozione.

Dare un nome preciso a ciò che si prova.

Accettare le emozioni senza esserne travolti.

Mettere le emozioni in prospettiva.

3. Regolare senza reprimere

Differenza tra sopprimere, esplodere e regolare.

Self-distancing e decentramento.

Strategie di pausa, respiro e rilettura.

Emozioni intense e risposta intenzionale.

4. Leggere le emozioni degli altri

Volto, voce, gesti, postura e segnali non verbali.

Empatia e accuratezza: possibilità e limiti.

Attenzione a bias culturali, di genere e di status.

Incontrare l’altro dove si trova emotivamente.

5. Empatia, compassione e confini

Differenza tra empatia, compassione e contagio emotivo.

Come stare accanto all’altro senza assorbire tutto.

Cura di sé e cura dell’altro.

6. Intelligenza emotiva nei gruppi

Fiducia, rispetto, umiltà, gentilezza e sicurezza psicologica.

Emozioni e leadership.

Collaborazione e conflitti.

Come creare ambienti emotivamente più sani.

 

Nel contesto scolastico il percorso può diventare: 

Conoscere le emozioni, capire sé stessi e gli altri

Focus: riconoscere le emozioni di base e le sfumature; collegare emozioni e corpo; imparare a dire “che cosa provo” senza vergogna; capire che anche gli altri provano emozioni diverse dalle nostre; allenare empatia, ascolto e rispetto; gestire piccoli conflitti e momenti di esclusione.

 

Nel mondo del lavoro il percorso può diventare: 

Intelligenza emotiva al lavoro: consapevolezza, empatia e relazioni efficaci

Focus: consapevolezza emotiva nei momenti di pressione; emozioni nelle decisioni, nei feedback e nei conflitti; lettura dei segnali emotivi nei team; sicurezza psicologica; empatia senza perdita di confini; leadership emotivamente intelligente; fiducia, rispetto e collaborazione.